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Ci siamo!

Con la cerimonia di presentazione dell’edizione numero 43 della Su e Giù, svoltasi sabato 29 ottobre presso l’Auditorium dell’ex GIL di Campobasso, si apre ufficialmente il conto alla rovescia. Meno quindici, quattordici, tredici…. e così via, fino ad arrivare al punto zero: un colpo di pistola che, domenica 13 novembre, scatenerà ancora una volta gli irriducibili, i non competitivi, gli eterni bambini della corsa più bella che ci sia!

A decorare i contorni della manifestazione, impreziosendone l’essenza, sono stati quest’anno chiamati i rappresentanti più autorevoli delle Eccellenze molisane.

Rimarrà dunque scolpito nei nostri cuori l’appello di Renato Chiocchio, il maggior esponente della secolare scuola degli scalpellini molisani, così come nella nostra bocca persisteranno i sapori evocati da Dionisio Cofelice, mugnaio illuminato di Matrice; ed ancora, guarderemo il futuro con speranza, ripensando alle parole di Fabrizio Mainella, titolare della M.A.E. di Frosolone, società leader in Italia nel campo della strumentazione geofisica, oppure immaginando di camminare tra i vicoli di Civitacampomarano, che con il sindaco Paolo Manuele sta cercando, a suon di iniziative culturali, di trattenere i propri abitanti e richiamare potenziali turisti. Infine, ci resterà impressa la passione di Franco Valente, storico molisano, che ci invita a riscoprire i tesori nascosti della nostra regione, camminando ad esempio tra i resti dell’Abbazia di San Vincenzo al Volturno, e quelle di Letizia Di Iorio, sindaco di Pizzone, dove la natura è l’assoluta protagonista delle speranze di una piccola comunità.

A movimentare la serata è stato Tiziano Palladino da Ferrazzano, uno dei massimi esponenti della scuola mandolinistica italiana, che ha accompagnato le commoventi letture di Mario De Lisio, memoria storica delle culture e tradizioni molisane; ed ancora Ludovico Serra, polistrumentista e rumorista campobassano, ed il gruppo folk degli Zig Zaghini di San Giovanni in Galdo.

Ad alternarsi a queste autentiche Eccellenze regionali, sono state naturalmente le tradizionali premiazioni societarie: atleta dell’anno è stata proclamata la mezzofondista Rossella Santanelli, mentre il premio di operatore sportivo è andato all’insegnante Stefano Mascioli. Momenti di commozione si sono vissuti con la consegna della medaglia d’oro “Nicola Palladino” a Luciano Levri, e con l’assegnazione del premio dello Sportivo dell’Anno, andato a Carmine Dato.

Il protagonista silenzioso della serata è stato però lui, Leo Leone.

Al fondatore e dirigente del Gruppo Sportivo Virtus, scomparso lo scorso marzo, è stata quest’anno intitolata la manifestazione. La Virtus ha voluto rendere omaggio alla famiglia donando un’opera in rame appositamente creata dall’amico Silvano Ciccarella.

Sullo sfondo, scorrevano le immagini di una vita passata tra i giovani e per i giovani, mentre la musica di un mandolino ci ricordava che, nel ricordo, la morte muore.

 

 Francesco Palladino