LA VOCE DEGLI OCCHI

di Roberto Palladino

Immobile, mi sorprendo a guardare e non vedere ciò che mi è intorno e perdermi, con impietosa nitidezza, nel vortice del passato. E avverto l’oppressione per la mancanza di quella voce amica e per la consapevolezza di non poterla più ascoltare.

 Occhi sereni e rassicuranti danzano davanti ai miei, mi sento osservato, ma non riesco a scorgerli. Amarezza e conforto si raffrontano e si scontrano senza risultato, mentre, frustrato, resto, ancora, sorprendentemente immobile.

Sono trascorsi dieci anni da quando Nicola se n’è andato. Eppure non c’è stato un solo giorno, un solo momento, una sola occasione in cui non ne ho sentito la presenza: quello sguardo che pur sfuggendomi sento continuamente addosso; quella voce ferma e carezzevole che pur percependola non riesco ad ascoltare; quelle movenze semplici e, spesso, dinoccolate che, pur disarmando, allettano.

Tutto mi riconduce a lui. Ho cercato di limare e smussare il mio caratteraccio per commisurarlo al suo. Inutilmente.  Quel talento che ha contraddistinto Nicola non è valore acquisibile. È possibile migliorarsi, magari di molto, di tanto, anche in maniera smisurata, ma è impossibile raggiungere risultati che sono solo di chi ne è dotato. È lo stigma dell’eccezione. E lui ne portava i segni.

È stato capace di andarsene senza lasciare vuoti. Il suo ricordo, i suoi insegnamenti hanno sopraffatto i rimpianti e riempito gli spazi. Ed oggi, nonostante il sovrapporsi degli anni, avverto, ancora più forte, la sua vicinanza. Addirittura il profumo della pipa. Allora, immobile, vago con lo sguardo con la consapevolezza della sua presenza. Lo cerco, lo sento, vorrei vederlo.   

E sto ancora sbagliando.

Dovrei smetterla di rovistare tra i ricordi. Cercare, magari, altrove: nello sguardo di chi gli è stato vicino, in quello della moglie, degli amici, dei ragazzi della Virtus. Forse, sono proprio questi gli occhi che rimandano l’eco della sua voce. E il tempo, all’unisono, proprio come le montagne, continua a restituire l’eco del suo sorriso.