IL MOLISE E IL BRUTTO ANATROCCOLO

Campionati Italiani Assoluti

Bressanone, 27-28 luglio 2019

di Roberto Palladino

Siamo ai mille metri. Leo esce dalla curva nel gruppo dei primi, in quarta posizione. E’ determinato, lucido, aggressivo. Ci crede… e noi con lui. Solo pochi minuti prima era stata Letizia a cimentarsi con le più forti mezzofondiste italiane e, nonostante qualche incertezza nella fase iniziale, aveva portato a termine una prova tutt’altro che trascurabile. Con il tempo di 4’39” e 10, suo personale, chiude al sedicesimo posto. E pensare che era partita con il 27° tempo. Soddisfatti? Abbastanza, ma non del tutto. Una condotta un po’ più spregiudicata le avrebbe regalato, forse, qualcosa in più.

Cento metri e suona la campana dell’ultimo giro. L’atmosfera si fa incandescente. Lo stadio è in fibrillazione, un’autentica bolgia: lo speaker accavalla i nomi dei battistrada, i tecnici, annaspando, rincorrono gli atleti, gli spalti palpitano e dal frastuono scaturiscono stridule le grida di incitamento. Quattrocento metri all’arrivo, ultimo giro: gli atleti, fino a quel momento ingruppati, si sfarinano. Uno, due, cinque, dieci metri. Ognuno rincorre il proprio cuore. Si morde l’aria. Le gambe girano a mille e Leo, proprio in quel momento, il più delicato della gara, perde qualche colpo, accusa una leggera flessione e concede spazio al gruppetto di testa. A trecentocinquanta metri dal traguardo, riceve una maldestra spintonata da parte di un concorrente che, con una condotta assai discutibile, gli procura un vistoso disallineamento dell’assetto di corsa. Peccato! Il virtusino concede ancora qualche posizione, ma reagisce e, prima dell’ultima curva, lancia in resta, riesce a dare sfogo ad una cavalcata irrefrenabile che gli consente di agguantare, con il tempo di 3’51” e 84 centesimi, l’undicesima posizione.

Battersi, fino a pochi metri dall’arrivo con gli atleti più blasonati d’Italia, è motivo di orgoglio per lui e per il suo allenatore Andrea che, oltretutto, lo è anche di Letizia, per la città di Campobasso e per questa nostra piccola e ignorata regione, orfana di politici e dirigenti lungimiranti, sempre più orba verso la pratica sportiva dei nostri giovani.

Presente a queste finali italiane è stato anche Davide, nella gara del salto triplo, che, però, non è stato assolutamente all’altezza delle aspettative. Tre nulli era davvero il peggio che potesse fare, eppure ci è riuscito. Il giovane atleta, pur in possesso di doti talentuose non comuni, ha dimostrato ancora una volta di non reggere la tensione di kermesse di altissimo livello. 

Essere stati presenti alle finali dei campionati italiani Assoluti con ben tre atleti, cosa mai successa ad una società molisana con ragazzi indigeni, è motivo di immensa soddisfazione e la Virtus, ancora una volta, come il brutto anatroccolo, si fa cigno per spiccare il volo e veleggiare sulle piste e le pedane degli incantevoli impianti sportivi italiani.