GRAZIE!

di Roberto Palladino

Era l’estate del 1960 quando un sacerdote marianista, padre Renato Valente, mise assieme i ragazzi orfani di guerra, ospiti della omonima casa, ed i pionieri di quella Virtus che sarebbe poi diventata una delle più prestigiose società sportive molisane. I primi avevano bisogno di superare il trauma per i danni che la guerra aveva loro inferto, rendendoli orfani di uno o di entrambi i genitori, i secondi necessitavano di un luogo, una struttura che li allontanasse dalla strada e offrisse adeguate opportunità di crescita e di affermazione. E, come sulla tavolozza di un pittore, i ragazzi si amalgamarono e si fusero dando vita ad un gruppo omogeneo e coeso.

Fu il miracolo della montagna. Leo Leone, anche lui marianista e operatore presso la stessa struttura per l’accoglienza degli orfani, fondatore della Virtus, intuì che l’attività sportiva doveva essere affiancata e sostenuta da ulteriori iniziative capaci di coinvolgere ancor di più i giovani.

La musica, gli spettacoli e soprattutto la montagna, con i suoi silenzi, i suoi profumi, i suoi colori avrebbero potuto soddisfare tale esigenza.

Da quel lontano 1960, campi estivi e invernali sono diventati appuntamenti annuali. E così, anche quest’anno, la tradizione è stata rispettata. Bocca della Selva, nel cuore dell’Appennino, ha ospitato per ben due volte, prima sulle sue nevi e successivamente sui suoi prati, una trentina di virtusini. Passeggiate, giochi, canti e … abbuffate hanno animato quest’ultimo weekend di giugno. Grandi e piccoli, come in un cesto di frutta variegata, hanno dato sfogo alla loro esuberanza, ma, soprattutto, hanno avuto l’opportunità di vivere e condividere lunghi momenti con chi è stato loro vicino. L’uso maniacale del cellulare sta allontanando sempre di più gli uni dagli altri proiettando ognuno verso una sua realtà virtuale. Sta facendo perdere il senso, il gusto e la percezione del concreto. Ed è inutile che gli adulti, ed in special modo i genitori, si girino intorno per cercarne i responsabili. Molto spesso è proprio il loro esempio che manca!

I piccoli tentativi della Virtus per cercare di correggere queste, chiamiamole pure, distorsioni comportamentali, molto probabilmente non sortiranno alcun effetto, ma, non per questo, la società abdicherà. I ragazzi devono essere educati a godere in modo corretto ciò che la natura ed il progresso tecnologico sono in grado di offrire.

E, non proprio “dulcis in fundo”, sarebbe stato bello, e forse opportuno, che qualcuno di essi si fosse fatto avanti per pronunciare un semplice “Grazie”.