LA VIRTUS A CACCIA DI TALENTI

di Claudia Gianfagna

I latini scrivevano nel diritto romano “unicuique suum”, che in italiano è tradotto come “a ciascuno il suo”. Questa locuzione, dal suo significato prettamente giuridico, si estende alla vita di tutti i giorni.

Ad ognuno, infatti, è attribuito un dono, una caratteristica speciale, singolare ed irripetibile nella sua essenza. Questo dono nasce come un seme, e si sviluppa parallelamente alla crescita, qualora si segua la giusta direzione. Uno degli obiettivi che si pone la Virtus è quello di scovare il seme, come un cagnolino da tartufo nella sua ricerca, per coltivarlo giorno dopo giorno.

E i risultati sono chiari e lampanti. Leo, Letizia, Francesco, Davide, tanto per citarne alcuni, sono solo gli atleti che ultimamente hanno messo a frutto il loro talento con prestazioni tecniche di assoluto prestigio. Impossibile rimanere ciechi di fronte ai loro risultati. Se non avessero, però, fatto sport e se non ci fosse stata la Virtus, con la sua organizzazione ed i suoi tecnici, operanti in uno stato di assoluto volontariato e richiedendo semplicemente impegno e partecipazione., difficilmente avrebbero avuto coscienza delle loro potenzialità.

Ma la ricerca del talento esercitata dalla società gialloblu non si limita all’ambito sportivo. La Virtus promuove soprattutto l’individuo esaltandone le capacità anche in altri campi E così la saltatrice Giulia si è rivelata un’ottima cine-foto operatrice e ha giurato di soppiantare l’ormai vetusto Roberto.

            Ma non è la sola. E’ emersa la capacità propositiva di Pasquale: grazie al cui suggerimento, liberati dagli impegni, ci riuniamo in sede il mercoledì per spendere piacevoli serate in compagnia; la penna di Claudia ora non annota solamente doverose nozioni scolastiche e la matita di Francesco accoglie la proposta di dare brio ai colori giallo e blu.

Nella Virtus dunque ogni atleta vede appagare la propria personalità e promuovere le doti che lo contraddistinguono: spicca l’ambizione di Giovanni, la costanza di Lorenzo, la gentilezza di Mario, la giovialità di Chiara, la sincerità di Michela, l’educazione di Jacopo, la spontaneità di Anna, l’attenzione di Prisca, l’animo libero di Giuseppe…

Appare oltremodo chiaro che l’obiettivo della società è di contraddistinguersi. In una collettività proiettata all’omologazione totale, la Virtus tende a far emergere i talenti e valorizzare le doti di cui ciascuno, talvolta inconsapevolmente, ne è in possesso.