TANTO PER COMINCIARE

Campionati italiani di cross

“Auguri Virtus! Auguri da parte di una delle più rappresentative atlete del momento. Auguri per i tuoi sessant’anni”.

Così Letizia ha inteso omaggiare la sua società, il suo allenatore, i suoi amici regalando un risultato che rinverdisce i fasti di alcuni anni fa allorché i podi dei campionati italiani di cross erano sistematicamente plasmati di giallo e di blu.

Ieri, 10 marzo, nello stupendo scenario del parco della reggia sabauda di Venaria Reale, alle porte di Torino, la giovane atleta virtusina ha esibito una prestazione degna di essere annoverata tra le più significative nella storia della Virtus. E’ giunta decima, appena dietro le migliori atlete Assolute Azzurre. La gara, valevole come finale nazionale di cross, è stata vissuta da Letizia con quella determinazione che le ha permesso di superare difficoltà fisiche che più volte l’hanno aggredita e tentato di metterla in ginocchio per farla desistere. Allenata, sostenuta ed amata da Andrea, ha saputo condurre una gara esemplare. Partita nel gruppo di testa, ha controllato perfettamente le proprie risorse e, nonostante qualche inevitabile, leggero momento di crisi, ha reagito con il piglio del campione e chiuso la competizione in un crescente che nulla ha concesso alle sue immediate avversarie.

Nella stessa giornata, un altro grande fondista virtusino, Leo Paglione, ha rincorso il risultato, ma con meno fortuna. Partito, come Letizia, nelle posizioni di testa, nonostante gli oltre trecentocinquanta concorrenti, ha retto i ritmi frenetici per circa metà gara, cinque chilometri, per poi, lentamente arretrare e chiudere al quarantaduesimo posto, ben al di sotto delle sue reali possibilità. Leo, però, è un talento cristallino, capace di regalare emozioni e soddisfazioni a gogò e saprà certamente continuare a coronare questa sua attività agonistica con risultati sempre più esaltanti.

Un po’ sotto tono la prestazione dei Cadetti che, a partire dal loro capitano Giovanni, non hanno saputo tenere a freno la fregola di una competizione così importante. Da loro ci si aspettava qualcosa di più, ma siamo certi che in seguito sapranno, adeguatamente e opportunamente, riscattarsi.

Intanto leviamo in alto i nostri sguardi e godiamoci questo sessantesimo anno di attività che si preannuncia ricco di sorprese e di soddisfazioni.

                                                                                                                                                                                                          Roberto Palladino