COCCOLE, MASSAGGI … E SFORBICIATE

In un momento in cui si fa un gran parlare di calze drenanti con caratteristiche massaggianti, defaticanti, protettive,… costatiamo, sempre più di frequente, che i nostri giovani atleti prestano scarsa attenzione alle loro gambe e, in special modo, ai loro piedi. L’utilizzo sistematico di pedalini e, qualche volta, addirittura l’assenza anche di questi, particolarmente nella stagione invernale, testimoniano la scarsa considerazione che riservano a tale importante distretto corporeo.

Le calze, specie se linfodrenanti a compressione graduata che fasciano in maniera più consistente piede e caviglia e riducono gradatamente la pressione verso la parte alta, oltre a favorire la traspirazione e quindi a tenere calda e asciutta la zona, evitano il ristagno dei liquidi. In tal modo piedi, caviglie e gambe si mantengono sgonfi e quindi liberi dalle tossine prodotte dallo sforzo. E non a caso la Virtus ne ha fatto dono in occasione della festa di premiazioni dello scorso ottobre

Se poi si è abituati a indossare scarpe ginniche per l’intera giornata, sudorazione e umidità costituiscono un ulteriore rischio giacché favoriscono lo sviluppo di batteri e funghi che causano la macerazione della pelle, specie fra le dita. Per maggiore ragione, al termine di allenamenti o gare, i piedi devono essere lavati e, soprattutto, asciugati per bene. E scarpe e calze sostituite. La presenza di micosi (infezioni da funghi), si manifesta con il colore giallo delle unghie e la loro deformazione. Queste ultime, tra l’altro, vanno tagliate spesso, facendo attenzione a non intaccare la pelle interna, e dritte, senza affossare ai bordi, in modo che non si schiaccino contro la punta della scarpa.

I piedi, pur ricoprendo un ruolo di primaria importanza, sono spesso bistrattati e per questo nascosti ed umiliati. Costretti, per puro capriccio, ad alloggiare in ricoveri sconvenienti come scarpe a punta stretta o tacchi 10, 12 o, addirittura, 13, vere e proprie trappole, offrono, come il più fedele dei cani, un servizio essenziale alla nostra quotidianità: camminare, correre, saltare, ballare, … Eppure, quando se ne parla, si torce il naso.

Andrebbero, al contrario, coccolati e salvaguardati con maggiore riguardo. O, proprio per non essere tacciati di faziosità, bisognerebbe dedicare ad essi la stessa attenzione che abbiamo per il viso, le mani o i capelli. La loro cura, assieme, naturalmente, a quella di tutto il corpo, non può che giovare alla salute e favorire un approccio benevolo con se stessi e con chi  è vicino.

                                                                                                                                                                                                                                                  Roberto Palladino