La Virtus a Bocca della Selva

LA NOSTRA SECONDA FAMIGLIA

Un nuovo anno è iniziato, ma non è uno qualsiasi per il gruppo sportivo Virtus: si coronano con grande soddisfazione da parte di tutti 60 anni di attività. Ed in un anno così speciale non poteva non rinnovarsi l’amata tradizione del campeggio invernale cui tutti sono invitati: atleti, allenatori e famiglie.

Fin dai primi giorni di questo nuovo anno, meravigliosi fiocchi di neve hanno imbiancato il nostro Molise; e se in città, per alcuni purtroppo e per altri per fortuna, la neve ha accompagnato le nostre strade per pochi giorni, non si può dire lo stesso per le cime del Matese dove una quarantina di centimetri continua a decorare i paesaggi montani mozzafiato. È questo l’incantevole sfondo che ha contornato questa iniziativa della Virtus che ha dato modo di segnare momenti indelebili nei cuori di chi ha partecipato.

“Altre mille giornate così”, ”Un fine settimana indimenticabile”, ”Con voi mi sento a casa”, sono esempi di alcuni dei commenti che riecheggiavano tra noi atleti, estasiati per questa bellissima esperienza che tutti non vediamo l’ora di ripetere.

Nel primo pomeriggio del terzo fine settimana di gennaio, i furgoncini virtusini si sono mossi verso l’alta quota. Una volta arrivati, messe in ordine le valigie e organizzate le stanze, non abbiamo aspettato altro per tuffarci nella neve: per tutto il pomeriggio, fino a quando non siamo stati costretti a rientrare per il buio, ci siamo divertiti per le ripide discese antistanti al rifugio con slittini e palle di neve fino a che, ormai stanchi, abbiamo fatto ritorno alle nostre camere. Ad attenderci con nostra grande gioia c’era la cena cui tutti hanno contribuito, portando rustici, pizze, ciambelline, crostate, chiacchiere, biscotti e tante leccornie tutte rigorosamente fatte in casa, per rendere l’atmosfera ancor più di famiglia. A chi non è sembrato di essere alla cena della Vigilia di Natale? In seguito sono state proiettate le foto scattate durante l’anno, abbiamo così rivissuto tutte le esperienze più importanti e ci sono tornati così alla memoria emozionanti ricordi.

Dopo il pasto, c’è stato uno dei momenti più caratteristici dei campeggi firmati Virtus: tutti ristretti intorno alla tavola, accompagnati dalla melodia dell’immancabile chitarra classica del nostro allenatore Roberto Palladino, abbiamo intonato i canti della tradizione molisana e non solo; sui volti di tutti si leggeva un sorriso sincero di serenità e allegria.

L’indomani dopo la colazione, siamo tornati sulla neve, questa volta eravamo davvero tutti, dal più grande alla più piccina: abbiamo scattato delle bellissime foto ricordo con il panorama alle nostre spalle e abbiamo partecipato a giochi a squadre come Tiro alla fune o Acchiapparello, resi ancor più divertenti dalla neve. La mattinata si è così conclusa tra scherzi, risate, palle di neve e pupazzi. Il bello del campeggio è proprio questo: esso offre l’opportunità di consolidare i legami all’interno del gruppo, ma non solo, si ha modo di condividere bellissimi momenti tra persone di tutte le età, proprio come in una famiglia dove il membro più anziano siede al fianco del più giovane nipote.

È l’ora del pranzo e a tavola si mangiano piatti semplici ma buonissimi, tipici della tradizione: si respira l’aria del classico pranzo della domenica in famiglia dove tutti sono allegri e spensierati. Dopodiché si svolgono giochi da tavola e a carte per tutto il pomeriggio, fino a quando non ci è stato detto a malincuore che era giunta l’ora di chiudere i borsoni e lasciare il rifugio per fare ritorno in città. Dunque, dopo aver caricato le macchine, ci siamo nuovamente riuniti nella stanza più grande per salutare tutti insieme e porre il sigillo a questa bellissima esperienza ormai agli sgoccioli. È il momento dei discorsi finali: Nicola Baranello, il presidente della Virtus, ci sottolinea l’importanza di questo evento di certo non da tutti i giorni, in cui davvero si ha la possibilità di riuscire a cogliere il valore delle piccole cose quotidiane, cui non si dà il giusto rilievo in giorni ordinari, ma che in questo contesto svolgono loro il ruolo di protagoniste: sono i sorrisi, lo stare insieme, la condivisione, il divertirsi con poco ad aver caratterizzato principalmente queste due giornate su cui, per ripetere le parole di Roberto, “difficilmente cadrà la polvere”. Per concludere il campeggio nel più caloroso dei modi la Virtus si unisce in cerchio, tenendosi per mano per intonare “La canzone dell’addio”, nel cui testo si sottolinea non essere un vero saluto d’addio, ma semplicemente un arrivederci, con la speranzosa fiducia in successivi incontri. Questo canto mesto rispecchia perfettamente i nostri umori: tutti noi non aspettiamo altro che ripetere il campeggio al più presto per spendere il maggior tempo possibile con quella su cui tutti siamo d’accordo nel definire “la nostra seconda famiglia”.

                                                                                                                                                                             Claudia Gianfagna