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I FLUSSI DELLE STAGIONI

Ci hanno lasciati in sequenza la nonna di Laura e Francesco, quella di Claudia e Valeria e poi ancora il nonno di Letizia. E solitudine e smarrimento hanno il sopravvento quando viene meno la figura più carismatica della famiglia.

Come il sole che dopo il tramonto affida la sua luce al buio, così i nonni, cantastorie e testimoni del passato, lasciano, con la loro dipartita un vuoto incolmabile.

Favole, sorrisi e giochi innocenti hanno immancabilmente il loro volto; capricci e desideri impossibili la loro complicità. Essi rappresentano quello che di più caro si possa godere: sono amici, confidenti, compagni di vita, protettori. Sempre disposti all’ascolto e alla comprensione. Un tesoro inestimabile.

E intanto anche nelle corsie della clinica Villa Maria e dell’ospedale del capoluogo si è parlato di Virtus. Nella prima è lo stesso presidente che ha dovuto provvedere alla sistemazione del suo arto destro; al Cardarelli, è Rossella a finire in sala operatoria per una improvvisa quanto pericolosa appendicite.

Tutte le favole, però, almeno quelle che ci raccontano i nostri nonni, hanno un lieto fine. Per ognuno che va via ce n’è un altro che arriva. Ed è Giovanni, figlio di Luca, a presentarsi e chiedere di far parte di questa nostra grande famiglia.

Così, come i flussi delle stagioni, la storia si ripete e si rinnova. I nostri figli sgomitano per farsi largo e rincorrere i loro sogni, quegli stessi che abbiamo inseguito noi e, ancor prima, chi ci ha preceduto.

                                                                                                                             Roberto Palladino