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Perché tu sei ancora qui

Quando persi mio nonno ero bambina. Un pomeriggio al Camposcuola ti dissi che la morte era ingiusta. Qualche giorno dopo, ci ritrovammo e mi consegnasti un foglio di carta e queste parole di Norberto Bobbio: “Ho cominciato a prendere sul serio la morte vedendo morire dei giovani amici, senza illudermi delle promesse della religione che fossero ancora vivi. Qualche volta, pensando alla morte di una persona particolarmente cara – mio padre, ad esempio – so che quella persona che ho amato ora non c’è più. E che ci sia qualche cosa di lui in un altro luogo – che non so dove sia – a me non importa assolutamente nulla. La persona che ho amato era quel particolare modo di sorridere, di farci giocare, di raggiungerci in campagna alla fine della settimana quando eravamo in vacanza, la nostra attesa sul cancello della casa per aspettarlo e poi salutarlo festosamente: questo so per certo che non c’è più.”

Al contrario di una consolazione, all’ indietro nel mistero della fede e contro la bellezza della speranza, mi spiegasti il dolore con le parole di un ateo. Non l’ho mai dimenticato. Mi regalasti il conforto di aver capito la mia sofferenza, umana, concreta, misurabile come i battiti del cuore. Non ho mai dimenticato quella lezione di profonda religiosità senza fronzoli e senza dogmi, coraggiosa come le scelte che hai fatto. 

Per la tua gentilezza e la tua integrità, Leo, tu sei ancora qui.                                                                                             

Ad andar via sono le nuvole dopo un temporale e le foglie che si staccano dai rami secchi dell’autunno.

Gli atti di coraggio sono radici che non muoiono.

Tu sei ancora qui, a insegnarci la vita e a parlarci di sogni.

A scandire con calma il tempo prezioso delle passeggiate in montagna, del valore della fragilità umana, delle carezze date ai nostri dubbi e del pugno chiuso contro le ingiustizie.

Ciao Leo, mio amico per la vita.

                                                                                               Serena Palladino