Auguri Natale 2015

UN NATALE DI PLASTICA

Pensavo che almeno il Natale si fosse salvato! Mai avrei immaginato che la macina del tempo che tutto tritura avrebbe potuto sgretolare il più incredibile evento che un Dio, con la complicità di una fanciulla poco più che adolescente e di un ingenuo e semplice artigiano, abbia realizzato. Mai avrei potuto supporre che la più coinvolgente Su e Giù della terra sarebbe diventata una sagra di carnevale.

Dove è finita la gaia serenità di una tavola appena imbandita? E la calda atmosfera di un cielo stellato? E l’antico tepore di un vecchio camino? Mai avrei potuto supporre che un Dio nato tra pastori e contadini avrebbe ripudiato le proprie origini per adattarsi alle manipolazioni di una società sempre più plastificata.

Oggi le rielaborazioni più vere della natività si trovano nelle oreficerie dove, tra cuscini di seta e luci sfavillanti, è deposto un panciuto bambinello perfettamente a proprio agio. … Eppure Papa Francesco ha raccomandato di celebrare e vivere nella semplicità …

Campobasso, “la città della Su e Giù”, che appena un mese fa ha celebrato il festival delle emozioni, delle tradizioni, della partecipazione, si è immersa nuovamente nel rito dell’apatica quotidianità. In quello degli auguri ipocriti e delle fredde strette di mani. E così anche la più affascinante ricorrenza religiosa dell’anno ha dismesso i suoi panni per indossare quelli dell’apparenza, del fasto illusorio, dell’untuoso perbenismo.

La città, bucherellata da migliaia di lampadine nelle strade e nelle piazze, sugli edifici pubblici e sui monumenti, non è riuscita a scrollarsi di dosso la patina dell’indifferenza e a suscitare l’emozione che tale evento dovrebbe scatenare. Ho cercato lungamente un presepe, ma ne ho visti ben pochi. Qualcuno l’ho scovato dietro e sotto una montagna di led e palle colorate, certamente rimanenze di vecchi stock rimasti invenduti.

Ho paura che, come è successo e sta succedendo con il Natale, lo stesso possa accadere con la Su e Giù e con la Virtus. Il giorno in cui verranno meno i presupposti, le motivazioni, le emozioni che l’hanno sostenuta, anch’esse saranno accantonate e relegate in un angolo remoto della memoria, sotto la coltre dell’indifferenza, dell’ingratitudine, del qualunquismo.

E’ nostro dovere salvare la memoria, raccontare le origini, alimentare l’appartenenza. E’ nostro impegno difendere l’incolumità del passato e porgere il testimone ad una generazione in grado di preservarne i valori, le tradizioni, la storia, la cultura.

Buon Natale, buona Su e Giù, buona Virtus.

                                                                                    Roberto Palladino