COME FALENE ALLA LUCECOME FALENE ALLA LUCE

CAMPO ESTIVO 2015

 

Quando alla sera il freddo scendeva e il fuoco di bivacco veniva alimentato, tutti, come falene alla luce, ne eravamo attratti per assorbirne il calore. Calore che, a distanza di anni, non ha mai accennato ad affievolirsi. Calore che non è unicamente quello delle fiamme, ma quello del cuore. Quello che solo una splendida famiglia può irradiare: la famiglia della Virtus che, ancora una volta, si è fatta carico di promuovere ed organizzare il campeggio estivo.

          L’avvio è stato sostanzialmente diverso dai precedenti. In passato, per montare le tende ed approntare il campo provvedevano solo alcuni, i più grandicelli ed esperti. Quest’anno lo abbiamo fatto tutti insieme. Arrivati in Valle Fiorita, il primo compito è stato di bonificare l’area dalle ortiche, dai cardi e dagli escrementi di mucche e cavalli che, a buon diritto, vi pascolano. Il lavoro è stato duro e siamo stati impegnati fino al calar del sole. Ma la sera, seppure stanchi, abbiamo tenuto vivo l’entusiasmo cantando e raccontandoci attorno al fuoco di bivacco.

            Il giorno successivo è iniziato quello che sarebbe stato il vero campeggio. Pasti e giochi, giochi e pasti, bivacco e … cuccia. Una routine che può sembrare noiosa, ma è stata tutt’altro. Dieci giorni trascorsi in attività ed allegria. Due giornate sono state, però, assolutamente diverse: la prima passata sulle sponde e nelle acque del lago di Castel San Vincenzo e presso l’eremo di San Michele; la seconda nel preparare e competere in una gara di “orienteering”.

            Quanto alla gita al lago, tutto è stato molto rilassante. Dopo una mattinata tra tuffi e capriole, siamo partiti alla volta dell’eremo che abbiamo raggiunto con una fantastica passeggiata di venti, trenta minuti in mezzo alla natura. Un posto fantastico e un panorama mozzafiato.

            La seconda, invece, è stata molto impegnativa. A una mattinata spesa per recepire le regole della gara, esaustivamente illustrate da Franco, ha fatto seguito un pomeriggio interamente dedicato alla competizione vera e propria. Davvero impegnativa! Qualcuno è caduto nel fango, qualcun altro in qualcos’altro, ma ognuno, seppure stanco, ha riconquistato la tenda più che mai soddisfatto.

            E’ stato tutto molto bello! Abbiamo imparato non solo a montare tende e cucinare, ma soprattutto a conoscerci meglio. Abbiamo imparato a dialogare con gli altri facendo a meno della tecnologia di tutti i giorni e, soprattutto, abbiamo compreso che quando si vive insieme bisogna fare ogni cosa in funzione del gruppo.

            Il “canto dell’addio”, nell’ultimo bivacco, ha destato, come sempre, un po’ di emozione. La speranza, però, di rivivere ancora occasioni così belle e trascorre di nuovo altri momenti insieme è riuscita a cancellare ogni briciolo di tristezza.

                                                                                                                                                                                                Alessio Mitri