Carnevale 2015

 LA FRAGRANZA DELLE CHIACCHIERE

 

     Indietro non si torna! Si può, tuttavia, come nella tombola,  infilare la mano nel sacchetto ed estrarre un pezzo del passato per incastrarlo nel puzzle dei ricordi. Ed è quello che ho cercato di fare sabato, in occasione della festa di carnevale dei ragazzi della Virtus, sperando di pescare proprio il frammento giusto, quello di carnevale.

     Costituiva, l’ occasione del carnevale, il momento propizio per trascendere dal quotidiano e  realizzare quei sogni che oggi, con meno poesia, chiamano “realtà virtuali”. Era l’opportunità per liberare i cavalli delle inibizioni, scatenare la fantasia ed esibirsi come non si sarebbe più fatto per i restanti trecentosessantaquattro giorni. Protetti da maschere artigianali, indossando, magari, un logoro pigiama o abiti vecchi dei nonni, imitando personaggi storpi e scalcinati ci si spostava per la città, di porta in porta, per reclamare, sulle note di antiche cantilene popolari, un dolcetto. Nel migliore dei casi, ma assai raramente, si riusciva a racimolare qualche monetina.

     Il martedì grasso, poi, ultimo giorno di carnevale, si parodiava una processione  che terminava con la messa al rogo del fantoccio: Carnevale, appunto. Era il segnale della fine prossima della stagione invernale. L’augurio propiziatorio, attraverso la sopraffazione del male,  della rinascita e del rifiorire.

       E, avverto ancora oggi, la fragranza di quelle chiacchiere. Ci catturava quell’umile dolce a forma di strisce e nocchette fatte di farina e veli di zucchero. Ancora oggi si tenta di tenere in vita l’usanza, ma creme e posticci vari ne hanno “annacquato” la fragranza …

      Ce n’erano anche sabato sul tavolo e c’erano anche i bambini, perfino vestiti in modo semplice, ma non portavano maschere, né cantavano, né chiedevano dolcetti.  Si divertivano, sì, ma non avvertivano il bisogno di celarsi , di stornellare, di reclamare, … di inventarsi. Tutto era predisposto, a portata di mano e di … bocca.

     Claudia, la Virtus, stanno cercando di restituire e stimolare sensazioni vere, autentiche. Sarebbe opportuno avere condivisione di idee, tattiche e comportamenti con le famiglie e gli operatori scolastici per dare l’opportunità a questi nostri ragazzi di assaporare con gusto le cose semplici ed essenziali.  

      E’ stato comunque bello … Molto bello!