SIAMO ARRIVATI IN CIMA!

Quest’anno per la prima volta abbiamo preso parte ad un iniziativa che riunisce ormai da anni l’intera società: il campeggio. Oltre all’eccitazione per la partenza, non nascondiamo il fatto che fossimo intimorite al pensiero di dover stare via da casa per più di una settimana senza le nostre comodità abituali e soprattutto senza la tecnologia ,circondati solo dalla natura e dai nostri compagni di allenamento; ed è stata proprio questa la parte più interessante, scoprire ogni pregio e ogni difetto, ogni sogno ogni ambizione, uguale e diversa di ognuno di noi. Sembrava facile quando ne parlavamo durante gli allenamenti.Condividere un’esperienza così intensa e vivere all’infuori del contesto familiare non è stato così semplice, soprattutto i primi giorni, ma più passava il tempo più il nostro gruppo diventava una grande famiglia. Campo estivo Civitanova del SannioDi certo, come in ogni nucleo familiare, non sono mancate le discussioni e i litigi, ma faceva tutto parte del gioco. Sono state proprio quelle insignificanti difficoltà che ci hanno insegnato a collaborare. Non a caso la divisione in gruppi o in squadre, sia per l’organizzazione del campo, sia per i diversi giochi, ha fatto si che tutti si impegnassero e venissero coinvolti senza mai lasciare nessuno in disparte. Le giornate sono trascorse veloci: si partiva dalla sveglia e una volta sopravvissuti al passaggio indiano si andava subito a giocare per poi passare alla cucina e ai piatti, ed infine alla sera quando eravamo più stanchi, ci riunivamo intorno al fuoco, al caldo, spalla a spalla ritornando indietro nel tempo per cantare vecchie canzoni molisane, che per noi novellini erano comiche e avvolte incomprensibili, ma che ci facevano rientrare in tenda stanchi ma felici.

Abbiamo amato tutti ogni singola parte di questo campeggio: dalle esperienze a noi nuove come escursioni e orienteering, ai giochi classici e nuovi, agli indovinelli irrisolti, al continuo suono dei  campanacci che non ci dava tregua, al formaggio del Signor Antonio, a quello con i vermi e a quello fatto da noi, agli interminabili allenamenti su quelle ripide salite che ci facevano ritornare distrutti e ancora più affamati, ma grazie ai quali avevamo finalmente diritto ad una doccia ed infine all’affascinante richiamo dei lupi troppo impegnati per risponderci.

Siamo convinte, che per noi atleti, esperienze come queste servono a renderci più forti, più fiduciosi l’uno dell’altro,  come in una vera squadra e che ci rendano cittadini più rispettosi e consapevoli. Ringraziamo con affetto chi si è impegnato affinché  questi dieci giorni fossero speciali e perché non venissero dimenticati.

ROSSELLA E ORIANA